Quando un neo-professionista o comunque un ciclista che non ha mai vinto una gara conquista una tappa in fuga staccando magari anche gli ultimi compagni nel plotoncino all’attacco e viene intervistato queste di solito sono le sue parole:
“È stata una giornata incredibile, non ci posso credere… io e i miei compagni di fuga abbiamo dato tutto pur di non farci prendere dal gruppo e ci siamo riusciti!”
“Ma tu hai fatto di più, no?”
“Sì, ai meno 10 ho racimolato le ultime energie e ho fatto l’accelerazione per staccare tutti e arrivare da solo a braccia alzate! Ringrazio i miei compagni di team che hanno bloccato i tentativi di ostacolarmi ma io non ho ancora realizzato l’azione che ho fatto…”
“Certo ci vorrà qualche giorno perché tu riveda nella tua mente il video della tua gara e capacitarti dell’impresa. Bravo, complimenti!”
Sono trascorsi due giorni e anche noi dobbiamo dire veramente bravo a Riccardo per quello che è riuscito a fare nel complesso e nei dettagli.
L’insieme è stato già magnificentissimo: meteo, località, itinerario e compagnia.
Però i particolari fanno la differenza. Dalla bici noleggiata per Pino al bar scelto per la colazione trovato chiuso, ma subito avviata per l’occasione un’attività simile a 10 metri. Sempre davanti a tutti a segnalare le svolte di percorso. La sosta alla fontana installata dal sindaco la settimana precedente. I cipressi piantati nella nottata per rendere alcuni viali suggestivamente ombrosi. Le comparse (femminili) ingaggiate per mimare una corsetta sul lungo Adige mettendo in mostra le loro morbide rotondità. Le catene coi lucchetti per mettere al sicuro le bici durante la fermata per il lauto pranzo. Far credere che l’oste fosse ubriaco per aggiungere colore veneto (pare che invece sia assolutamente astemio)!
Aggiungetene voi che io non ricordo tutti i particolari.
Comunque a Riccardo: “Bravo, hai vinto!”
BY IL PRES