La voglia di tornare a respirare aria di randonnée era sempre in crescendo e così, cerca che ti ricerca, ho trovato quella che poteva fare per me, la Rando 100 Gobbe.
1100 mt di dislivello positivo, suddivisi in 8 salite e 130 km di percorso fra le province di Milano e Varese, era un piatto che stuzzicava il mio appetito e allora, sotto con iscrizione e via di preparazione in vista della partenza, in programma il 31 maggio 2026.
Ci siamo, arrivata la data della gara e alle 6 del mattino inizia questa mia avventura, colazione, carico bici e attrezzattura in macchina e via verso lo start, in località Passirana di Rho.
Consegnati i documenti e ultimate le ultime formalità e tempo di partire, sono le 8 e la gabbia per i partecipanti al percorso dei 130 km è aperta.
All’inizio mi unisco ad altri due partecipanti, devo prendere confidenza con la lettura della mappa sul ciclocomputer ed affidarmi a più esperti può essermi d’aiuto nell’orientamento.
La prima ora mi fa capire che ho superato questo mio primo ostacolo e così, preso il mio ritmo mi accingo a vivere la mia prima Rando in solitaria.
Si entra nella provincia di Varese e il Garmin comincia ad avvisarmi che le salite sono sempre più vicine.
Via la prima, via la seconda, in un crescendo di difficoltà di pendenze fin quando, all’imbocco della terza, leggo l’insegna “Benvenuti al Piccolo Stelvio”, una sequenza di tornanti continui, sinistro, destro, sinistro e su di dislivello.
Sull’auto da Rally sarebbe stato un continuo utilizzo del freno a mano, oggi invece c’è da pedalare e non si può mollare, non voglio mettere i piedi a terra e alla fine, trovato il ritmo anche questa salita la porto a casa.
Accarezzata una sponda del lago di Varese, restano ancora due salite prima del rifornimento di metà percorso.
Ho giusto il tempo di un paio di divagazioni fuori percorso e poi, un uno due di salite che mi portano all’area di rifornimento, dove trovo i miei compagni di inizio viaggio.
Due chiacchere, frutta dolce e soprattutto acqua, il caldo comincia a farsi sentire e le borracce in bici, sembrano avere una durata minore rispetto alla norma.
Ritorno in sella e via, restano ancora 3 salite e poco meno di 70 km all’arrivo.
Subito uno strappo, breve ma micidiale, giusto per digerire quanto appena messo in sacca.
Via la seconda salita e poi l’ultima in programma “la Torba”, strappi al 12%, per fortuna al riparo dal sole con i suoi 30 gradi.
Tempo di salutare la provincia di Varese con i suoi sali e scendi ed entrare in quella Milano, per fortuna poco traffico, la maggior parte delle persone sono a tavola, vista l’ora.
Il caldo comincia a farsi sentire davvero, non ci sono zone in ombra e l’acqua comincia a scarseggiare, fortuna mancano meno di 10 km all’arrivo.
Tutto bene, spingo sui pedali, già mi immagino a tavola per il mio pasto di fine Randonnèe e invece, ecco l’imprevisto.
Le tracce di andata e ritorno si sovrappongono sul ciclocomputer e comincia così un avanti e indietro, i chilometri aumentano ma non riesco ad uscire dal labirinto in cui sono entrato.
Alla vista di un albero, decido di fermarmi all’ombra e trovare la chiave per uscire dal dedalo in cui mi sono ritrovato.
La soluzione ha un nome, è Google Maps! peccato che impostato il percorso in bici mi porta per ciclabili, fino a quella su sterrato di Arese e lì l’avventura odierna ha il suo apice, guidare su sterrato con una sola mano, visto che l’altra è impegnata mantenere il telefono è davvero impresa ardua, considerando che devo anche schivare un clan di “maranza” impegnati a tuffarsi in un laghetto.
Ripreso l’asfalto, mi trovo nel parcheggio del centro commerciale di Arese e da qui riesco ad orientarmi senza aiuti.
Arrivo alla fine e sceso dalla sella, dopo aver consegnato i documenti la mia prima richiesta è una Coca Cola fresca che bevo in un lampo.
L’avventura di oggi, si conclude a tavola davanti ad un buon piatto di pasta e i 130 km previsti, diventano 142.
by Massi IL Diretta